04/03/2011
Architettura e cittadini: Alemanno sotto esame
La polemica contro le archistar travolge Alemanno creando inedite alleanze trasversali tra politica, cultura e comunità scientifica. Oggi, un agguerrito cenacolo di 'pensatori di città' si ritrova alla Facoltà di Ingegneria della Sapienza per discutere del futuro della Capitale promuovendo nuove frontiere della pianificazione territoriale: la biourbanistica. Una disciplina che, nata in Italia ma diffusasi rapidamente in tutto il mondo grazie a un network internazionale (www.biurbanism.org), sintetizza gli apporti all'urbanistica provenienti da molte scienze come la fisica della complessità, matematica, biologia dei sistemi, biofilia, neurofisiologia. Una nuova visione della città intesa come un organismo complesso sul quale stanno lavorando autorevoli studiosi come Nikos Salingaros della Texas University, invitato in Italia per la prima volta dal deputato romano del Pdl, arch. Fabio Rampelli, oggi anche lui molto distante dalle scelte di Alemanno- Adrian Bejan della Duke University (Usa), Alessandro Giuliani dell'Istituto superiore di Sanità.
Dalla teoria alla pratica il passaggio è stato semplice grazie alla rete che coinvolge centinaia di ricercatori in vari Paesi, dalla Gran Bretagna all'Ecuador fino alla Russia. "Gli occhi in Italia sono puntati su Roma, dove il sindaco Gianni Alemanno, sta contribuendo alla distruzione dello spazio biopolitico come del resto stanno facendo la Moratti a Milano e le amministrazioni di molte altre città italiane". Ne è convinto Stefano Serafini, direttore delle ricerche della società internazionale di biourbanistica, che lancia il manifesto contro il pericolo di nuove speculazioni a Roma. "Vi sono - prosegue - segnali molto chiari dalla base, i cittadini che indicano una via d'uscita. Per esempio la proposta di riprogettazione di Corviale presentato dall'arch. Ettore Mazzola a Palermo come modello da applicare allo Zen ha suscitato un enorme interesse in questi giorni".
L'insoddisfazione per l'operato del sindaco è ormai diffusa anche tra i suoi ex sostenitori: "Alemanno sembra essere vittima di quell'archistar system che il pensiero alternativo della destra ha sempre contestato. Appuntarsi medagliette 'Rifkin-Krier' non basta a dimostrare indipendenza dai poteri forti e agganciare il futuro della Città", dice Sabrina Fantauzzi, giornalista portavoce del gruppo romano Salingaros, vicina a Italia nostra di Carlo Ripa di Meana che ha ormai definitivamente rotto con la Giunta Alemanno dopo i primi tempi di incoraggiamento. “La prima esperienza di Alemanno al governo di Roma – prosegue Fantauzzi - sarà con ogni probabilità anche l’ultima”. Ma qual è il motivo di tanta delusione? “I politici non hanno ancora capito che la rete rappresenta la vera democrazia diretta. Il cittadino medio oggi non è più quello di quarant'anni fa. Di fronte alle lentezze del sistema parlamentare, riesce a fare più un comitato di quartiere che si organizza attraverso il web che il Governo». Un avvertimento ad Alemanno: mai più pajate con Bossi e inciuci con Tremonti. Una nuova urbanistica dunque e una nuova visione architettonica nella quale i cittadini abbiano possibilità di scelta. La sperimentazione è possibile. Lo dimostra la partecipazione di politici e associazioni storicamente distanti tra loro: l'ass. della Regione Lazio, Teodoro Buontempo, il presidente della Società internazionale di Biourbanistica, Antonio Caperna, il presidente di Alternativa, Giulietto Chiesa, il presidente della sezione romana di Italia nostra, Carlo Ripa di Meana con il consigliere nazionale di Italia nostra, Oreste Rutigliano, e prof. Enzo Scandurra, docente di ingegneria per l'ambiente e il territorio, coordinatore nazionale del dottorato di ricerca in tecnica urbanistica e presidente del Diploma di Laurea in Ambiente e Risorse.
22:00
Scritto da: fantauzzi
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